Lorenzo Mancini Spinucci

Conte Mancini Spinucci Il conte Lorenzo Mancini Spinucci nacque a Fermo nel 1902. Laureatosi in ingegneria civile, lavorò nell’agricoltura e nell’edilizia. A lui si deve il progetto della facciata del santuario della Madonna del Pianto (1935).

Uomo dal multiforme ingegno, viene anche  ricordato per i suoi interessi nel campo della parapsicologia*. Nel 1934 partecipò ad una seduta medianica con Bice Valbonesi, celebre medium che contava fra i suoi frequentatori Benito Mussolini e Gabriele D’Annunzio.

Durante la seduta uno spirito sconosciuto gli avrebbe predetto l’invenzione del magnetofono, ovvero lo strumento in grado di registrare le voci provenienti dall’aldilà.

Benché non fu egli stesso ad inventare la metafonia**, si impegnò in prima persona per promuovere la ricerca metafonica. A tale fine fondò l’A.I.S.P., l’Associazione Italiana di Studi Psichici, e il CE. RI. ME. PS***, Centro di Ricerche Metapsichiche e Psicofoniche. Gli studi sul campo erano pubblicati sul periodico di riferimento, la Rassegna di studi psicofonici: ricerca psichica e transcomunicazione.

Organizzò importanti congressi a carattere nazionale e internazionale di parapsicologia.

E’ morto nel 1996.

 

NOTE:
* Studio di presunti fenomeni, detti paranormali, non spiegabili in base alle leggi scientifiche (fisiche, biologiche, psicologiche ecc.) conosciute (Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/parapsicologia/).
** Captazione di suoni estranei all’ambiente con strumenti magnetici.
***AA. VV., La medianità, Edizioni Mediterranee, Roma 1985, p. 145.

Bibliografia essenziale:
AA. VV., La medianità, Edizioni Mediterranee, Roma 1985.

Pio Panfili

Forse non tutti sanno che gli artisti marchigiani – fermani in particolare – eccelsero nella realizzazione del finto marmo e degli effetti illusionistici, così comuni nelle chiese barocche . Dal tempo della Controriforma, marmi e stucchi diventavano una spesa troppo costosa, che poteva essere tranquillamente sostituita con la maestria dei pittori.

Uno dei più noti esponenti di questo genere fu Pio Panfili (1723-1812): Nato a Porto San Giorgio nel 1723, fu attivo nelle Marche e soprattutto a Fermo. Qui realizzò gli effetti prospettici e illusionistici delle volte e della cupola della cattedrale cittadina (1787). Sempre a Fermo, dipinse le pitture prospettiche della sala consiliare del palazzo comunale (1760).

Nel territorio, sono da citare i suoi lavori presso l’atrio del palazzo comunale e della scala monumentale del municipio di Montegiorgio.

Oltre che nelle Marche, il Panfili operò a Bologna, dove si distinse come incisore e disegnatore di vedute cittadine. Operò presso lo stampatore Della Volpe, per pubblicazioni artistiche. Tra queste, citiamo: La regola di Vignola, L’architettura dell’Alberti, Claustro di San Michele in Bosco dello Zanotti, il Diario bolognese ecclesiastico e civile dal 1770 al 1796. Sue opere sono presenti anche nella Biblioteca dell’Archiginnasio, nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Civico.

La sua fama in patria fu notevole, se ancora a pochi decenni orsono, si poteva udire per le strade sangiorgesi la nota “filastrocca”:
Pio Panfili portese pittore
pitte pitture per poco prezzo
prete porco puzzone pagame presto.

Bibliografia essenziale:
Dizionario storico-biografico dei marchigiani, Il lavoro editoriale 1993, tomo II, p 108.