Licini: l’Angelo di Santo Domingo

L’ESPOSIZIONE
Fino al 14 febbraio 2016 a Monte Vidon Corrado, nella Casa Museo Osvaldo Licini, sarà in esposizione l’Angelo di Santo Domingo (olio su faesite, 62,2 x 72,8), importante opera del pittore marchigiano.

Il dipinto è stato gentilmente concesso in prestito dal suo attuale proprietario, Giuliano Gori, imprenditore pratese che ha dato vita, a partire dal anni Settanta, ad una splendida collezione d’arte a Villa Celle vicino Pistoia.

L’evento è stato organizzato in concomitanza con l’acquisizione di un disegno preparatorio dell’opera da parte del Centro Studi Licini, resa possibile grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e di alcune aziende locali. Il disegno è tornato a casa, dopo essere appartenuto prima a Luigi Dania e poi a Egidio Mengacci, fondatore della galleria L’Aquilone di Urbino.

La scrivania dello studio del pittore (Casa Museo Licini).LA STORIA
L’Angelo di Santo Domingo è l’unico lavoro che Licini accettò di realizzare su commissione; il committente, Luigi Lombardi, era un collezionista di Prato. Il pittore avrebbe dovuto consegnarlo entro l’agosto del 1956, ma per alterne vicende, ancora all’inizio del 1957, dell’Angelo v’erano soltanto un gran numero di bozzetti preparatori. Licini invitò Lombardi a Monte Vidon Corrado per scegliere la versione definitiva e finalmente, nell’estate del 1957, spedì il dipinto, rammaricandosi che Lombardi non si fosse recato personalmente a Monte Vidon Corrado per ritirarlo.

IL DIPINTO
L’intera composizione è ridotta alla purezza dell’essenza geometrica. Sospeso in un paesaggio tra colline e mare, che ricorda proprio un tipico panorama marchigiano, vi è un angelo sospeso nel cielo azzurro. È l’aurora o il crepuscolo: un sole rosso-arancio fa capolino sul mare. Una falce di luna incornicia il volto dell’angelo, quasi a diventarne la chioma. In un etereo silenzio, venato di presagio, l’angelo guarda l’osservatore: cosa vorrebbe dirgli?

Una testimonianza del nipote del pittore, Lorenzo, svela l’origine del titolo: Licini raccontò che la forma dell’angelo gli sembrava molto simile a quella dell’isola di Santo Domingo. Eppure l’affascinante enigma che il quadro cela è ancora lungi dall’essere svelato, come dimostrano i due indecifrabili segni calligrafici presenti sul dipinto: il numero 5 posto vicino all’angelo e quella che pare essere una lettera “a” in corsivo, posta sul lato sinistro.

ORARI
Per gli orari della mostra, visitabile fino al 14 febbraio 2016,  è possibile visitare il sito del Centro Studi Licini di Monte Vidon Corrado.

Infoline:

Tel.: 0734 759348, interno 6

Cell.: 334 9276790 (anche per i gruppi).

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