Musica e solidarietà per ricostruire: Concerto di beneficenza per le popolazioni colpite dal terremoto

sorptimistA poche settimane dal tragico sisma, non si esauriscono le manifestazioni destinate alla raccolta fondi per aiutare i terremotati.

Su questa scia, vogliamo segnalare “Musica e Solidarietà per Ricostruire”, il gran concerto di beneficenza patrocinato dal Comune di Porto San Giorgio e organizzato da Soroptimist International Italia, Club di Fermo, presieduto da Tunia Gentili, in collaborazione con l’Accademia Musicale Internazionale “Maria Malibran” di Altidona, la cui presidente e fondatrice, il M° Rossella Marcantoni, ha curato la direzione artistica dell’evento.

Il concerto si terrà domenica 16 ottobre, alle ore 17:30, presso il Teatro Comunale di Porto San Giorgio e sarà presentato da Sabrina Capponi.

Sul palco si esibiranno due musicisti di chiara fama, protagonisti indiscussi della scena musicale nazionale e internazionale: il M° Cristiano Rossi, al violino, e il M° Marco Vincenzi al pianoforte. In programma musiche di Wolfgang A. Mozart e Ferruccio Busoni, del quale ricorre peraltro il 150° anniversario dalla nascita.

L’incasso sarà devoluto alla Protezione Civile Regionale a supporto delle popolazioni del Territorio Fermano colpite dal terremoto.

Ingresso ad offerta libera.

Per informazioni: 338 8219079 / 338 7076036.

I canti di questua

Suonatori (Fonte: ICCD, http://www.fotografia.iccd.beniculturali.it/index.php?r=collezioni/scheda&id=611559)
Suonatori (Fonte: ICCD, http://www.fotografia.iccd.beniculturali.it/index.php?r=collezioni/scheda&id=611559)

All’interno della sfera dei canti tradizionali  marchigiani, i cosiddetti canti di questua sono quasi ovunque presenti in modo costante. Anche in questo caso l’etimologia ci aiuta a capire il senso della parola: questua deriva dal latino quaerere, cioè chiedere, andare in cerca. Questi canti erano richieste di offerte eseguite da gruppi itineranti di musici e cantori, che attraversavano le campagne durante le festività agricole.

I canti di questua erano “eventi rituali strettamente connessi con lo svolgimento calendariale dell’anno agricolo”. Come gli antichissimi rituali dei salii erano collegati ai riti di passaggio dei giovani, così i canti di questua erano connessi al ciclo delle festività invernali e primaverili:

  • Capodanno-Epifania;
  • Pasquella (il 5 gennaio);
  • Sant’Antonio (il 16 gennaio);
  • Passione di San Giuseppe (17 marzo);
  • Scacciamarzo (31 marzo);
  • le due settimane che precedono la Settimana Santa, con i canti Alle anime sante del Purgatorio e de la Passione di Cristo.

Si possono inoltre annoverare tra i canti di questua anche canti per le festività agricole estive:

  • il Cantamaggio (tra il 30 aprile e il primo maggio);
  • il canto Alle anime sante del Purgatorio (Ferragosto).

Alcune di esse si ritrovano con costanza in tutte le zone delle Marche, in special modo nell’anconetano, nel maceratese, nel Fermano e nel Piceno.

Nell’antico calendario romano queste stesse date coincidevano grossomodo alle festività legate ai culti agrari, in stretta connessione alle feste del Sole, perlopiù celebrate nel periodo invernale/primaverile: citiamo, ad esempio, i Liberalia (17 marzo), in cui i sacerdoti salii danzavano in processione per le strade di Roma.

Il Cristianesimo è poi riuscito, con una puntuale operazione di sincretismo religioso, a sovrapporsi e a sostituirsi ai rituali e alle feste del calendario pagano. Le feste pagane,come dice il nome stesso, erano ben più radicate nei pagi, cioè nei villaggi, dove il ciclo della vita agreste rivestiva un ruolo importantissimo. Per questo motivo l’entroterra marchigiano, umbro, abruzzese e laziale hanno preservato a lungo tracce di questi rituali nelle tradizioni popolari.

Queste feste avevano una cadenza ben precisa proprio perché erano un modo di festeggiare l’allungarsi delle giornate, ricollegandosi appunto al culto del Sol Invictus, che via via fu sostituito poi dalla figura di Cristo con l’avvento della nuova religione cristiana.

I canti di questua seguivano un rituale schematico ben predefinito:

  • i questuanti si presentavano al vergaro/vergara;
  • chiedevano il permesso di cantare;
  • al canto e alla richiesta seguiva un’offerta, solitamente in natura;
  • se l’offerta veniva elargita seguiva un canto di ringraziamento;
  • se il vergaro rifiutava l’offerta, la famiglia veniva schernita a suon di stornelli scherzosi, come ad esempio: “E da tanto cantare poi non ci hai dato niente / guarda che bbella gente che Cristo fa campa’”;
  • in conclusione si eseguiva un saltarello, danzato dagli abitanti della casa.

Il gruppo dei questuanti, nelle Marche, era generalmente composto da un trio strumentale (organetto, cembalo e triangolo) con l’aggiunta delle voci maschili.

Bibliografia di riferimento:
http://www.blogfoolk.com/2013/05/i-canti-rituali-di-questua-della.html
Leydi R., Mantovani S., Dizionario della Musica Popolare europea, Milano, 1970
Pietrucci G., Cultura Popolare Marchigiana, Canti e testi tradizionali raccolti in Vallesina, Jesi, 1985

Flowering of Castelluccio

Splendidi scatti dei nostri paesaggi. Complimenti! Sono bellissimi!

Emanuele Zallocco Photography

Castelluccio di Norcia is a small village, that lies in the “Parco nazionale dei Monti Sibillini” in the Umbria region, and with its 1400 metres above the sea is one of the highest in the Appennini. The historical centre is placed on the top of a hill, in the middle of a tableland bearing the same name, very wide, where the famous lentils are coltivated.
It is the blooming of the latter, with other kind of flowers, that offer between the end of May and the beginning of June a truly unique sight.

The blooming occurs mainly between May and July, but there is not a precise period because it all depends on the climate conditions. There is not even a peak, but it is a succession of blossomings of different species: daffodils, poppies, violets, gentianellas, lentils and many others. My advice is to check the blooming on the official…

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